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DETRAZIONI PER RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI
GLI INTERVENTI INTERESSATI

La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1 comma 345), ha introdotto una detrazione dall’imposta lorda del 55% delle spese a carico del contribuente per ristrutturazione edilizia al fine del risparmio energetico sostenute entro il 31/12/2007.
Il Decreto del 19 febbraio 2007 ha ulteriormente specificato quali sono gli interventi a cui si applica l`agevolazione fiscale:

INTERVENTI PRESTAZIONE DA CONSEGUIRE O REQUISITI DA RISPETTARE
Riqualificazione energetica di edifici esistenti I valori dell`indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori riportati nelle tabelle di cui all`Allegato C del Decreto 19 febbraio 2007
Interventi sull`involucro di edifici esistenti, sue parti o unita` immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, finestre comprensive di infissi, delimitanti il volume riscaldato, verso l`esterno e verso vani non riscaldati I valori della trasmittanza termica U delle varie strutture/elementi sui quali si interviene riportati nella tabella di cui all`Allegato D (cfr. Allegato 6) del Decreto 19 febbraio 2007
Installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e universita` -
Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, integrale o parziale, con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione -



I SOGGETTI BENEFICIARI

I soggetti ammessi (art.2 D.M. del 19/02/2007) alla detrazione del 55%, da ripartire in 3 quote annuali, per gli interventi di riqualificazione su edifici esistenti sono:

ü persone fisiche, enti societa` semplici, societa` in nome collettivo, societa` in accomandita semplice e imprese familiari, non titolari di reddito d`impresa, che sostengono le spese per l`esecuzione degli interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti, su parti di edifici, o su unita` immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, posseduti o detenuti;

ü soggetti titolari di reddito d`impresa che sostengono le spese per l`esecuzione degli interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti, su parti di edifici, o su unita` immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, posseduti o detenuti.

La detrazione d`imposta compete, per i soggetti sopraelencati, relativamente alle spese sostenute nel periodo d`imposta in corso alla data del 31 dicembre 2007.
La detrazione compete inoltre, nel caso in cui l'intervento di riqualificazione energetica sia eseguito in locazione finanziaria (art. 2, comma 2). In altri termini, si ritiene che il contribuente interessato possa fruire del beneficio anche nell'ipotesi in cui finanzi la realizzazione del citato intervento mediante un contratto di leasing.
La detrazione spetta allo stesso contribuente ("utilizzatore") e viene calcolata sul costo sostenuto dalla società di leasing ("società concedente") per la realizzazione dell'intervento.

LE SPESE AGEVOLABILI E MISURA DELLA DETRAZIONE
Come noto, la detrazione del 55 % viene calcolata sulle spese effettivamente sostenute entro il 31 dicembre 2007, per l`esecuzione degli interventi di risparmio energetico.
Per i titolari di reddito d`impresa, la detrazione compete per le spese sostenute nel periodo d`imposta in corso al 31 dicembre 2007 per:
1 - Spese sostenute per interventi che comportino una riduzione della trasmittanza termica U degli elementi opachi costituenti l`involucro edilizio, comprensivi delle opere provvisionali e accessorie.
Tali interventi devono essere realizzati attraverso:
v fornitura e posa in opera di materiale coibente, per migliorare le caratteristiche termiche delle strutture esistenti;
v fornitura e posa in opera di materiali ordinari, anche necessari alla realizzazione di ulteriori strutture murarie a ridosso di quelle preesistenti, per migliorare le caratteristiche termiche delle strutture esistenti;
v demolizione e ricostruzione dell`elemento costruttivo interessato dall`intervento.
2 - Spese sostenute per interventi che comportino una riduzione della trasmittanza termica U delle finestre, comprensive degli infissi, volti pertanto a migliorare le caratteristiche termiche delle strutture finestrate e dei componenti vetrati esistenti. Tali interventi devono essere realizzati attraverso:
v fornitura e posa in opera di una nuova finestra comprensiva di infisso;
v integrazioni e sostituzioni dei componenti vetrati esistenti.
3 - Spese sostenute per gli interventi effettuati sugli impianti concernenti la climatizzazione invernale e/o la produzione di acqua calda (art. 3, comma 1, lett. c). Tali interventi devono essere realizzati attraverso:
v fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, nonche` delle opere idrauliche e murarie necessarie per la realizzazione a regola d`arte di impianti solari termici organicamente collegati alle utenze anche in integrazione con impianti di riscaldamento;
v smontaggio e dismissione, anche solo parziale, dell`impianto di climatizzazione invernale esistente;
v fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, delle opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione, a regola d`arte, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione.
In tale caso sono ammesse al beneficio della detrazione, anche le spese (oltre a quelle inerenti al generatore di calore), relative a:
a- eventuali interventi sulla rete di distribuzione;
b- sistemi di trattamento dell`acqua;
c- dispositivi di controllo e regolazione;
d- sistemi di emissione.
4 - Spese sostenute per le prestazioni professionali relative a tutte le tipologie di interventi sopra citati, comprensive anche delle spese per la redazione dell`attestato di certificazione energetica o quello di qualificazione energetica.
Si ricorda, inoltre, che per le spese relative agli interventi di riqualificazione energetica, che conseguono un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori indicati nell`Allegato C (cfr. Allegato 5) del Decreto, la detrazione del 55% e` prevista fino ad un valore massimo di 100.000 euro, da calcolare sulle spese rimaste a carico del contribuente.
La detrazione del 55% sulle spese sostenute spetta, in 3 quote annuali di pari importo, entro i limiti riportati in tabella:

Per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Detrazione del 55% sulle spese sostenute (tetto massimo detraibile di 100mila euro). Stesso trattamento anche per l'installazione di caldaie ad alta efficienza energetica.
Interventi relativi a strutture opache verticali, coperture e pavimenti, finestre compensative di infissi. Detrazione del 55% sulle spese sostenute (tetto massimo detraibile di 60mila euro).
Installazione di pannelli solari. Detrazione del 55% sulle spese sostenute (tetto massimo detraibile di 60mila euro).
Impianti di climatizzazione: sostituzione con caldaie a condensazione. Detrazione del 55% sulle spese sostenute (tetto massimo detraibile di 30mila euro).
Nuovi edifici o complessi di edifici di volume superiore a 10mila metri cubi rispondenti a parametri di efficienza energetica. Contributo del 55% degli extracosti, compresa la progettazione.



ADEMPIMENTI

I soggetti che intendono avvalersi della detrazione sono tenuti a:

a) acquisire l’asseverazione di un tecnico abilitato che attesti la rispondenza dell’intervento ai pertinenti requisiti richiesti, tale asseverazione può essere compresa nell’ambito di quella resa dal direttore lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate;
b) acquisire trasmettere entro 60 giorni dalla fine dei lavori e, comunque, non oltre il 29 febbraio 2008, all’ENEA ovvero, per i soggetti con periodo di imposta non coincidente con l’anno solare, non oltre sessanta giorni dalla chiusura del periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007, la documentazione successivamente elencata, ottenendo ricevuta informatica, attraverso il sito: www.acs.enea.it disponibile dal 30 aprile 2007; in alternativa la medesima documentazione può essere inviata, entro i medesimi termini e a mezzo raccomandata con ricevuta semplice, ad ENEA, Dipartimento Ambientale, cambiamenti globali e sviluppo sostenibile, Via Anguillarese n 301 – 00123 Santa Maria di Galeria (RM) specificando come riferimento: Finanziaria 2007 riqualificazione energetica.
          1 – copia dell’attestato di certificazione energetica prodotto successivamente alla esecuzione degli interventi, utilizzando le procedure e metodologie approvate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano ovvero le procedure stabilite dai comuni con proprio regolamento con data antecedente alla data dell’8 ottobre 2005; copia dell’attestato di qualificazione energetica predisposto successivamente alla esecuzione degli interventi.
          2 – la scheda informativa relativa agli interventi realizzati.
c) effettuare il pagamento delle spese sostenute per l’esecuzione degli interventi mediante bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita iva, ovvero, il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.
d) Conservare ed esibire, previa richiesta degli uffici finanziari, la documentazione.



MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
DECRETO 19 febbraio 2007.
IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Visto l'art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante legge finanziaria per il 2007 (di seguito:
legge finanziaria 2007) e, in particolare:
- il comma 344, in forza del quale è riconosciuta una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al
55 per cento delle spese, effettivamente rimaste a carico del contribuente, sostenute entro il 31
dicembre 2007 per gli interventi ivi previsti, fino ad un valore massimo della detrazione pari a 100.000
euro da ripartire in tre quote annuali di pari importo;
- il comma 345, in forza del quale è riconosciuta una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al
55 per cento delle spese, effettivamente rimaste a carico del contribuente, sostenute entro il 31
dicembre 2007 per gli interventi ivi previsti, fino ad un valore massimo della detrazione pari a 60.000
euro da ripartire in tre quote annuali di pari importo;
- il comma 346, in forza del quale spetta una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al 55 per
cento delle spese, effettivamente rimaste a carico del contribuente, sostenute entro il 31 dicembre 2007
per gli interventi ivi previsti, fino ad un valore massimo della detrazione pari a 60.000 euro da ripartire in
tre quote annuali di pari importo;
- il comma 347, in forza del quale spetta una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al 55 per
cento delle spese, effettivamente rimaste a carico del contribuente, sostenute entro il 31 dicembre 2007
per gli interventi ivi previsti, fino ad un valore massimo della detrazione pari a 30.000 euro da ripartire in
tre quote annuali di pari importo;
- il comma 348, in forza del quale le detrazioni di cui ai commi 344, 345, 346 e 347 sono concesse con
le modalità di cui all'art. 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, e secondo
le relative norme previste dal regolamento attuativo di cui al decreto del Ministro delle finanze 18
febbraio 1998, n. 41 e successive modificazioni, nonché secondo le ulteriori condizioni previste nel
medesimo comma 348;
- il comma 349, il quale prevede che con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di concerto
con il Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro il 28 febbraio 2007, sono stabilite modalità di
attuazione delle disposizioni di cui ai commi 344, 345, 346 e 347;
Decreta:
Art. 1.
Definizioni
1. Agli effetti del presente decreto si applicano le definizioni di cui ai commi seguenti.
2. Per interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti di cui all'art. 1, comma 344, della legge
finanziaria 2007, si intendono gli interventi che conseguono un indice di prestazione energetica per la
climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20 per cento rispetto ai valori riportati nelle tabelle di cui
all'allegato C del presente decreto.
3. Per interventi sull'involucro di edifici esistenti di cui all'art. 1, comma 345, della legge finanziaria 2007,
si intendono gli interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti,
riguardanti strutture opache verticali, finestre comprensive di infissi, delimitanti il volume riscaldato,
verso l'esterno e verso vani non riscaldati che rispettano i requisiti di trasmittanza termica U, espressa in
W/m 2 K, evidenziati nella tabella di cui all'allegato D al presente decreto.
4. Per interventi di installazione di pannelli solari di cui all'art. 1, comma 346, della legge finanziaria
2007, si intende l'installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o
industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero
e cura, istituti scolastici e università.
5. Per interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale di cui all'art. 1, comma 347, della
legge finanziaria 2007, si intendono gli interventi, di sostituzione, integrale o parziale, di impianti di
climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto
del sistema di distribuzione.
6. Per tecnico abilitato si intende un soggetto abilitato alla progettazione di edifici ed impianti nell'ambito
delle competenze ad esso attribuite dalla legislazione vigente, iscritto agli ordini professionali degli
ingegneri o degli architetti, ovvero, ai collegi professionali dei geometri o dei periti industriali.
7. Si applicano, inoltre, le definizioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e successive
modifiche e integrazioni.
Art. 2.
Soggetti ammessi alla detrazione
1. Per gli interventi di cui all'art. 1, commi da 2 a 5, la detrazione dall'imposta sul reddito spetta:
a) alle persone fisiche, agli enti e ai soggetti di cui all'art. 5 del testo unico delle imposte sui redditi,
approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, non titolari di
reddito d'impresa, che sostengono le spese per la esecuzione degli interventi di cui ai predetti commi
sugli edifici esistenti, su parti di edifici esistenti o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria
catastale, anche rurali, posseduti o detenuti;
b) ai soggetti titolari di reddito d'impresa che sostengono le spese per la esecuzione degli interventi di
cui al predetto art. 1, commi da 2 a 5, sugli edifici esistenti, su parti di edifici esistenti o su unità
immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, posseduti o detenuti.
2. Nel caso in cui gli interventi di cui al comma 1 siano eseguiti mediante contratti di locazione
finanziaria, la detrazione compete all'utilizzatore ed è determinata in base al costo sostenuto dalla
società concedente.
3. Per i soggetti di cui al comma 1 la detrazione dall'imposta sul reddito compete relativamente alle
spese sostenute nel periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2007.
Art. 3.
Spese per le quali spetta la detrazione
1. La detrazione relativa alle spese per la realizzazione degli interventi di cui all'art. 1, commi da 2 a 5,
spetta per le spese relative a:
a) interventi che comportino una riduzione della trasmittanza termica U degli elementi opachi costituenti
l'involucro edilizio, comprensivi delle opere provvisionali ed accessorie, attraverso:
1) fornitura e messa in opera di materiale coibente per il miglioramento delle caratteristiche termiche
delle strutture esistenti;
2) fornitura e messa in opera di materiali ordinari, anche necessari alla realizzazione di ulteriori strutture
murarie a ridosso di quelle preesistenti, per il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture
esistenti;
3) demolizione e ricostruzione dell'elemento costruttivo;
b) interventi che comportino una riduzione della trasmittanza termica U delle finestre comprensive degli
infissi attraverso:
1) miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti con la fornitura e posa in opera di
una nuova finestra comprensiva di infisso;
2) miglioramento delle caratteristiche termiche dei componenti vetrati esistenti, con integrazioni e
sostituzioni.
c) interventi impiantistici concernenti la climatizzazione invernale e/o la produzione di acqua calda
attraverso:
1) fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche,
nonché delle opere idrauliche e murarie necessarie per la realizzazione a regola d'arte di impianti solari
termici organicamente collegati alle utenze, anche in integrazione con impianti di riscaldamento;
2) smontaggio e dismissione dell'impianto di climatizzazione invernale esistente, parziale o totale,
fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche,
delle opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione, a regola d'arte, di impianti di
climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione. Negli interventi ammissibili
sono compresi, oltre a quelli relativi al generatore di calore, anche gli eventuali interventi sulla rete di
distribuzione, sui sistemi di trattamento dell'acqua, sui dispositivi controllo e regolazione nonché sui
sistemi di emissione.
d) prestazioni professionali necessarie alla realizzazione degli interventi di cui alle lettere a), b) e c),
comprensive della redazione dell'attestato di certificazione energetica, ovvero, di qualificazione
energetica.
Art. 4.
Adempimenti
1. I soggetti che intendono avvalersi della detrazione relativa alle spese per gli interventi di cui all'art. 1,
commi da 2 a 5, sono tenuti a:
a) acquisire l'asseverazione di un tecnico abilitato che attesti la rispondenza dell'intervento ai pertinenti
requisiti richiesti nei successivi articoli 6, 7, 8 e 9. Tale asseverazione può essere compresa nell'ambito
di quella resa dal direttore lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate, obbligatoria ai sensi
dell'art. 8 comma 2, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modifiche e
integrazioni;
b) acquisire e a trasmettere entro sessanta giorni dalla fine dei lavori e, comunque, non oltre il 29
febbraio 2008, all'ENEA ovvero, per i soggetti con periodo di imposta non coincidente con l'anno solare,
non oltre sessanta giorni dalla chiusura del periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2007, la
documentazione di cui ai successivi numeri 1 e 2, ottenendo ricevuta informatica, attraverso il seguente
sito internet: www.acs.enea.it disponibile dal 30 aprile 2007; in alternativa la medesima documentazione
può essere inviata, entro i medesimi termini e a mezzo raccomandata con ricevuta semplice, ad ENEA,
Dipartimento ambiente, cambiamenti globali e sviluppo sostenibile, via Anguillarese n. 301 - 00123
Santa Maria di Galeria (Roma), specificando come riferimento: Finanziaria 2007 riqualificazione
energetica.
1) copia dell'attestato di certificazione energetica, nei casi di cui all'art. 5, comma 1, ovvero, copia
dell'attestato di qualificazione energetica per i casi di cui all'art. 5, comma 2, contenente i dati elencati
nello schema di cui all'allegato A al presente decreto; l'attestato di certificazione energetica, ovvero di
qualificazione energetica, è prodotto da un tecnico abilitato, che può essere il medesimo tecnico che
produce l'asseverazione di cui alla lettera a).
2) la scheda informativa relativa agli interventi realizzati contenente i dati elencati nello schema di cui
all'allegato E al presente decreto ai fini dell'attività di monitoraggio di cui all'art. 11.
c) effettuare il pagamento delle spese sostenute per l'esecuzione degli interventi mediante bonifico
bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della
detrazione ed il numero di partita IVA, ovvero, il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico
è effettuato. Tale condizione è richiesta per i soggetti di cui all'art. 2, comma 1, lettera a);
d) conservare ed esibire, previa richiesta degli uffici finanziari, la documentazione di cui alla lettera a), la
ricevuta di cui alla lettera b), nonché le fatture o le ricevute fiscali comprovanti le spese effettivamente
sostenute per la realizzazione degli interventi e, limitatamente ai soggetti di cui all'art. 2, comma 1,
lettera a), la ricevuta del bonifico bancario, ovvero del bonifico postale, attraverso il quale è stato
effettuato il pagamento, ai sensi dell'art. 3 comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600. Se le cessioni di beni e le prestazioni di servizi sono effettuate da soggetti non
tenuti all'osservanza delle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 633 la prova delle spese può essere costituita da altra idonea documentazione. Nel caso in cui gli
interventi siano effettuati su parti comuni degli edifici di cui all'art. 1117 del codice civile, va, altresì
conservata ed esibita copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle
spese; se i lavori sono effettuati dal detentore, va altresì conservata ed esibita la dichiarazione del
possessore di consenso all'esecuzione dei lavori.
2. Nei casi in cui, per lo stesso edificio o unità immobiliare, sia effettuato più di un intervento fra quelli
per i quali è possibile fruire della detrazione, la documentazione di cui al comma 1, lettera a), può avere
carattere unitario e fornire i dati e le informazioni richieste in modo complessivo.
Art. 5.
Attestato di certificazione e di qualificazione energetica
1. L'attestato di certificazione energetica degli edifici è prodotto, successivamente alla esecuzione degli
interventi, utilizzando le procedure e metodologie approvate dalle regioni e dalle province autonome di
Trento e Bolzano ovvero le procedure stabilite dai comuni con proprio regolamento antecedente alla
data dell'8 ottobre 2005.
2. In assenza delle procedure di cui al comma 1, in luogo dell'attestato di certificazione energetica è
prodotto l'attestato di qualificazione energetica predisposto successivamente alla esecuzione degli
interventi, conformemente allo schema riportato all'allegato A al presente decreto ed asseverato da un
tecnico abilitato.
3. Per gli interventi di cui all'art. 1, i calcoli per la determinazione dell'indice di prestazione energetica
sono condotti conformemente a quanto previsto all'allegato I, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n.
192 e successive modifiche e integrazioni.
4. Per gli interventi di cui all'art. 1, commi 3, 4 e 5, per questo ultimo limitatamente all'installazione di
impianti aventi una potenza nominale del focolare minore a 100 kW, per la determinazione dell'indice di
prestazione energetica ai fini dell'attestato di qualificazione energetica, in alternativa al calcolo di cui al
comma 3, si può applicare la metodologia di cui all'allegato B al presente decreto.
Art. 6.
Asseverazione degli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti
1. Per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, di cui all'art. 1, comma 2,
l'asseverazione, di cui all'art. 4, comma 1, lettera a), specifica che l'indice di prestazione energetica per
la climatizzazione invernale risulta inferiore di almeno il 20 per cento rispetto ai valori riportati nelle
tabelle all'allegato C al presente decreto.
Art. 7.
Asseverazione degli interventi sull'involucro di edifici esistenti
1. Per gli interventi sull'involucro di edifici esistenti, di cui all'art. 1, comma 3, l'asseverazione di cui
all'art. 4, comma 1, lettera a), specifica il valore della trasmittanza originaria del componente su cui si
interviene e che, successivamente all'intervento, le trasmittanze dei medesimi componenti sono inferiori
o uguali ai valori riportati nella tabella riportata nell'allegato D al presente decreto.
2. Nel caso di sostituzione di finestre comprensive di infissi l'asseverazione, di cui all'art. 4, comma 1,
lettera a), sul rispetto degli specifici requisiti minimi, di cui al precedente comma 1, può essere sostituita
da una certificazione dei produttori di detti elementi, che attesti il rispetto dei medesimi requisiti,
corredata dalle certificazioni dei singoli componenti rilasciate nel rispetto della normativa europea in
materia di attestazione di conformità del prodotto.
Art. 8.
Asseverazione degli interventi di installazione di pannelli solari
1. Per gli interventi di installazione di pannelli solari, di cui all'art. 1, comma 4, l'asseverazione di cui
all'art. 4, comma 1, lettera a), specifica il rispetto dei seguenti requisiti:
a) che i pannelli solari e i bollitori impiegati sono garantiti per almeno cinque anni;
b) che gli accessori e i componenti elettrici ed elettronici sono garantiti almeno due anni;
c) che i pannelli solari presentano una certificazione di qualità conforme alle norme UNI 12975 che è
stata rilasciata da un laboratorio accreditato.
d) che l'installazione dell'impianto è stata eseguita in conformità ai manuali di installazione dei principali
componenti.
2. Per i pannelli solari realizzati in autocostruzione, in alternativa a quanto disposto al comma 1, lettere
a) e c), può essere prodotta la certificazione di qualità del vetro solare e delle strisce assorbenti,
secondo le norme UNI vigenti, rilasciata da un laboratorio certificato, e l'attestato di partecipazione ad
uno specifico corso di formazione da parte del soggetto beneficiario.
Art. 9.
Asseverazione degli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
1. Per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, di cui all'art. 1, comma 5,
l'asseverazione di cui all'art. 4, comma 1, lettera a), specifica che:
a) sono installati generatori di calore a condensazione con rendimento termico utile, a carico pari al
100% della potenza termica utile nominale, maggiore o uguale a 93 + 2 log Pn, Dove log Pn è il
logaritmo in base 10 della potenza utile nominale del singolo generatore, espressa in kW, e dove per
valori di Pn maggiori di 400 kW si applica il limite massimo corrispondente a 400 kW;
b) sono installate valvole termostatiche a bassa inerzia termica (o altra regolazione di tipo modulante
agente sulla portata) su tutti i corpi scaldanti ad esclusione degli impianti di climatizzazione invernale
progettati e realizzati con temperature medie del fluido termovettore inferiori a 45°C.
2. Per i soli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, di cui all'art. 1, comma 5,
con impianti aventi potenza nominale del focolare maggiori od uguali a 100 kW, oltre al rispetto di
quanto riportato al comma 1, l'asseverazione di cui all'art. 4, comma 1, lettera a), reca le seguenti
ulteriori specificazioni:
a) che è stato adottato un bruciatore di tipo modulante;
b) che la regolazione climatica agisce direttamente sul bruciatore;
c) che è stata installata una pompa di tipo elettronico a giri variabili.
3. Rientra nell'ambito degli interventi di cui all'art. 1, comma 5, anche la trasformazione degli impianti
individuali autonomi in impianto di climatizzazione invernale centralizzato con contabilizzazione del
calore e le trasformazioni degli impianti centralizzati per rendere applicabile la contabilizzazione del
calore. E' escluso il passaggio da impianto di climatizzazione invernale centralizzato per l'edificio o il
complesso di edifici ad impianti individuali autonomi.
4. Nel caso di impianti di potenza nominale del focolare inferiore a 100 kW, l'asseverazione di cui al
comma 1 può essere sostituita da una certificazione dei produttori delle caldaie a condensazione e delle
valvole termostatiche a bassa inerzia termica che attesti il rispetto dei medesimi requisiti, corredata dalle
certificazioni dei singoli componenti rilasciate nel rispetto della normativa europea in materia di
attestazione di conformità del prodotto.
Art. 10.
Cumulabilità
1. Le detrazioni di cui al presente decreto non sono cumulabili con altre agevolazioni fiscali previste da
altre disposizioni di legge nazionali per i medesimi interventi di cui all'art. 1, commi da 2 a 5.
2. L'incentivo di cui al presente decreto è compatibile con la richiesta di titoli di efficienza energetica di
cui ai decreti del 24 luglio 2004 del Ministro delle attività produttive di concerto con il Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e con specifici incentivi disposti da regioni, province e comuni.
Art. 11.
Monitoraggio e comunicazione dei risultati
1. Al fine di effettuare una valutazione del risparmio energetico conseguito a seguito della realizzazione
degli interventi di cui all'art. 1, commi da 2 a 5, l'ENEA elabora le informazioni contenute nei documenti
di cui all'art. 4, comma 1, lettera b, numeri 1 e 2, e trasmette entro il 31 dicembre 2008 al Ministero dello
sviluppo economico, al Ministero dell'economia e delle finanze e alle regioni e province autonome di
Trento e Bolzano, nell'ambito delle rispettive competenze territoriali, una relazione sui risultati degli
interventi.
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QUALI ENTI POSSONO DIVENTARE ONLUS

REQUISITI NECESSARI

SCRITTURE CONTABILI

AGEVOLAZIONI FISCALI

LIBERALITA’ ALLE ONLUS



La sigla ONLUS (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) è una qualifica tributaria che gli articoli 10 e seguenti del D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460, prevedono possa essere assunta da associazioni, comitati, fondazioni, società cooperative e altri enti di carattere privato, con o senza personalità giuridica, i cui statuti o atti costitutivi, redatti nella forma dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata, prevedono espressamente una serie di requisiti. Tale qualifica attribuisce la possibilità di godere di agevolazioni fiscali.
Quali enti possono diventare ONLUS
Le ONLUS sono una autonoma categoria di enti che rileva solo ai fini fiscali.
Alcune categorie di enti assumono automaticamente la qualifica di ONLUS (sono le cosiddette ONLUS di diritto); sono:
· le organizzazioni di volontariato
· le ONG
· le cooperative sociali
· i consorzi di cooperative sociali
Altre categorie di enti hanno invece la possibilità di derogare al divieto di svolgere attività diverse da quelle previste tassativamente (sono le cosiddette ONLUS parziarie ); si considerano tali:
· gli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con cui lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese
· le associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli enti di cui all'articolo 3 della legge 25 agosto 1991, n. 287, le cui finalita' assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell'interno (autorizzazioni concernenti la somministrazione di alimenti e di bevande nelle mense aziendali e negli spacci annessi ai circoli cooperativi e degli enti a carattere nazionale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell'interno).
I soggetti che possono assumere la qualifica di ONLUS in base all’art. 10 D.Lgs 460/97 sono:
· associazioni riconosciute e non riconosciute
· comitati
· fondazioni (fondazione)
· società cooperative
· altri enti di carattere privato, con o senza personalità giuridica.
I soggetti espressamente esclusi sono:
· enti pubblici
· società commerciali, diverse da quelle cooperative
· fondazioni bancarie
· partiti e movimenti politici
· sindacato
· associazioni dei datori di lavoro e di categoria

Requisiti necessari
Al fine di acquisire la qualifica tributaria è necessario che lo statuto redatto nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata in base all’art. 10 D.Lgs 460/97 degli enti richiedenti abbia una serie di requisiti:
a) svolgimento di almeno una delle seguenti attività
· assistenza sociale e socio sanitaria
· assistenza sanitaria
· beneficenza
· istruzione
· formazione
· sport dilettantistico
· tutela, promozione e valorizzazione delle cose di interesse artistico e storico
· tutela e valorizzazione dell'ambiente
· promozione della cultura e dell'arte
· tutela dei diritti civili
· ricerca scientifica di particolare interesse sociale
b) l'esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale;
c) il divieto di svolgere attività diverse da quelle menzionate alla lettera a) ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse;
d) il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell'organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura (non profit);
e) l'obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse;
f) l'obbligo di devolvere il patrimonio dell'organizzazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo di cui all'articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge;
g) l'obbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale;
h) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l'effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d'età il diritto di voto per l'approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell'associazione;
i) l'uso, nella denominazione ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della locuzione "organizzazione non lucrativa di utilità sociale" o dell'acronimo "ONLUS".
Per le tipologie istruzione, assistenza sanitaria, formazione, sport dilettantistico, promozione della cultura e dell'arte e tutela dei diritti civili si considerano esistenti le finalità sociali quando le attività siano rese nei confronti di terzi (come persone svantaggiate, o componenti di collettività estere) e non dei soci. Fondatori degli organi amministrativi di controllo, ovvero coloro i quali operino su mandato dell'organizzazione.

Tuttavia, parlando di attività connessa, le stesse finalità si intendono realizzate anche quando alcuni dei beneficiari siano soci della ONLUS. L'esercizio di attività connessa è consentito solo nel caso in cui queste non siano prevalenti rispetto a quelle istituzionali e che i proventi non siano superiori al 66% delle spese complessive, pena la perdita della qualifica di ONLUS.
Scritture contabili
In base all’art. 25 D.Lgs 460/97 Le organizzazioni non lucrative di utilita' sociale (ONLUS) diverse dalle societa' cooperative, a pena di decadenza di benefici fiscali per esse previsti, devono:
a) in relazione all'attivita' complessivamente svolta, redigere libro giornale e inventari oppure scritture contabili cronologiche e sistematiche atte ad esprimere con compiutezza ed analiticita' le operazioni poste in essere in ogni periodo di gestione, dalle quali occorre ricavare un apposito documento, da redigere entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio annuale, che rappresenti la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della organizzazione, distinguendo le attivita' direttamente connesse da quelle istituzionali.
b) in relazione alle attivita' direttamente connesse tenere le scritture di contabilità ordinaria, semplificata o supersemplificata (ricorrendone i presupposti);

La Commissione Aziende non profit del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ha pubblicato una serie di Raccomandazioni allo scopo di fornire alle Onlus strumenti tecnici in grado di effettuare una attenta ed oculata rendicontazione economico-finanziaria, nonché di consentire una più corretta gestione delle risorse a disposizione.
Lo schema di massima del Bilancio elaborato dalla Commissione è costituito da:
• Stato Patrimoniale
• Rendiconto della gestione
• Nota integrativa
• Prospetto di movimentazione delle componenti del Patrimonio netto
• Relazione di missione
Tali documenti sono rappresentati come schema generale e il loro contenuto può essere adattato alle diverse peculiarità degli enti.
Lo Stato Patrimoniale è simile a quello delle imprese deve distinguere tra attività istituzionale, accessoria, di raccolta fondi e la gestione del patrimonio finanziario.
In caso esistano beni patrimoniali distinti per attività istituzionale e attività connessa, lo Stato Patrimoniale avrà tre colonne, una per l’attività istituzionale, una per l’attività connessa e l’ultima per l’attività complessiva.

Il Rendiconto della gestione riporta le voci “proventi” e “oneri” al posto di “ricavi” e “costi”.
I valori di periodo sono comparati con gli stessi valori del periodo precedente. La circolare 124/E del 1998 del Ministero delle Finanze ha precisato che il rendiconto deve essere redatto sia dagli enti che si avvalgono del regime di contabilità ordinaria, sia da quelli che si avvalgono del regime di contabilità semplificata.

La nota integrativa ha lo scopo di illustrare e/o integrare i dati e le informazioni contenute nello Stato patrimoniale e nel Rendiconto della gestione.
Ad esempio nello stato patrimoniale deve indicare i criteri adottati nella valutazione delle singole poste e se sono variati rispetto al periodo precedente.
Nel rendiconto della gestione deve analizzare i proventi classificandole secondo le tipologie dei contributi ricevuti.

Il Prospetto di rappresentazione della movimentazione delle componenti del Patrimonio netto ha lo scopo di evidenziare le variazioni intervenute nelle poste del Patrimonio e verificare, ad esempio, se la destinazione dei fondi vincolati è stata fatta secondo la volontà dei benefattori.
La Relazione di missione dà la dimensione sociale della gestione.
E’ lo strumento atto a fornire una rappresentazione delle gestione complessiva dell’ente, integrando dati economico-finanziari con altri indicatori valutativi della “utilità sociale”.

Schemi semplificati di rendicontazione
Per le ONLUS che nell’ esercizio precedente non hanno conseguito proventi di ammontare superiore a € 51.645,69 relativamente all’ attività complessiva, istituzionale e direttamente connessa, la Commissione ha elaborato uno Schema di rendicontazione composto dai seguenti documenti.
• Stato Patrimoniale semplificato
• Rendiconto della gestione di pura cassa
• Relazione di missione

Qualora i proventi superino per due anni consecutivi l'ammontare di € 1.032.913,80, modificato annualmente secondo le modalita' previste dal costo della vita, il bilancio deve recare una relazione di controllo sottoscritta da uno o piu' revisori iscritti nel registro dei revisori contabili.
Il reddito è determinato dalla somma dei diversi tipi di reddito fondiario, di capitale, diversi e d’impresa (se rientrante nell’attività direttamente connessa con il fine di solidarietà sociale ed esente da ires).
Agevolazioni fiscali
La categoria delle ONLUS è destinataria di un regime tributario di favore per quanto riguarda:

IRES: L’eventuale utile derivante dall’esercizio di imprese è esente da IRES. Rimangono tassabili gli altri redditi non d’impresa (es. fondiari, di capitale, diversi). Resta dovuta l’IRAP.

IVA: Le operazioni svolte in regime d’impresa restano soggette ad IVA, ma vengono introdotte alcune ipotesi specifiche di esenzione (C.M. 26/06/1998 n. 168/E):
· sono fuori campo IVA le prestazioni pubblicitarie a favore di ONLUS solo se gratuite (R.M. 18/04/2000 n. 50/E);
· sono esenti le cessioni gratuite effettuate a favore di ONLUS;
· sono esenti le prestazioni educative e didattiche; le prestazioni di ricovero e cura; trasporto di malati o feriti con veicoli appositamente equipaggiati (art. 10, n. 15 DPR 633/1972); le prestazioni socio-sanitarie, di assistenza domiciliare o ambulatoriale, in comunità e simili a favore di anziani, inabili, minori, tossicodipendenti acc. Rese da ONLUS;
· non sono obbligate ad emettere scontrino o ricevute per le operazioni relative all’attività istituzionale.

ICI: la finanziaria 2006 prevedeva l’esenzione dall’Ici su tutti gli immobili utilizzati da enti non commerciali e destinati allo svolgimento di attività di assistenza e beneficenza, istruzione, educazione, cultura, ricreative e sportive, anche svolte in forma commerciale.

Albo ONLUS
L'iscrizione all'anagrafe unica delle ONLUS è condizione necessaria per beneficiare delle agevolazioni fiscali.
Le Direzioni regionali delle entrate competenti per territorio tengono l'anagrafe unica delle ONLUS. Gli organismi che intraprendono le attività sopra indicate sono tenuti a darne loro comunicazione raccomandata o consegna diretta alla Direzione Entrate competente, alla quale andrà anche indicata ogni eventuale variazione successiva.
Questo controllo preventivo a cura dell’Agenzia delle Entrate consente così l’iscrizione all’anagrafe unica delle ONLUS che ha effetto costitutivo del diritto ad usufruire delle agevolazioni fiscali previste dal decreto legislativo 4 dicembre 1997 n. 460.
Come specificato dalla circolare 22/E del 22 gennaio del 1999, ai fini delle imposte sui redditi il regime agevolato decorre sin dall’inizio del periodo d’imposta nel corso del quale la comunicazione è effettuata. La Circolare Ministeriale 168/E del 1998 stabilisce che la comunicazione tardiva, non comporta la perdita in via definitiva dei benefici fiscali ma ne differisce unicamente la decorrenza alla data di presentazione del modello di comunicazione.

L’iscrizione all’anagrafe unica permette di usufruire del cinque per mille definito come
un istituto giuridico introdotto a titolo iniziale e sperimentale nei commi 337-340 della Finanziaria per il 2006 (legge 23 dicembre 2005, n. 266) e rinnovato dai commi 1234-1237 della Finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296). Tale istituto prevede la possibilità per il contribuente di vincolare il 5‰ della propria imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) a sostegno di una delle seguenti quattro categorie: 1- volontariato, Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale) e associazioni di promozione sociale (iscritte nei registri nazionale, regionale o provinciale) 2- attività sociali svolte dal comune di residenza 3- ricerca sanitaria 4- ricerca scientifica o delle Università; tale facoltà può essere esercitata dal contribuente indicando nella dichiarazione dei redditi del 2006 (utilizzando il modello integrativo CUD 2006, il modello 730/1-bis redditi 2005, il modello unico persone fisiche 2006) il codice fiscale dell'ente che intende finanziare. Le modalità di iscrizione per gli enti e le modalità di ripartizione della quota sono state successivamente disciplinate dal DPCM 20 gennaio 2006. Ad oggi non si sconoscono le modalità di iscrizione alla lista delle società che possono usufruire del cinque per mille; a detta dell’ Agenzia delle Entrate l’anno scorso c’era un modulo ad oc mentre quest’anno l’iscrizione dovrebbe essere automatica una volta accettata quella all’anagrafe unica delle ONLUS.
Dal punto di vista del cittadino, il cinque per mille rappresenta una forma di finanziamento delle organizzazioni non profit, delle Università e degli Istituti di ricerca sanitaria e scientifica che, a differenza delle donazioni, non comporta maggiori oneri, in quanto è lo Stato a destinare direttamente una quota dell'imposta all'organizzazione prescelta (con l'indicazione del codice fiscale nella dichiarazione dei redditi). Dal punto di vista dello Stato rappresenta invece un provvedimento di spesa, in quanto vincola parte del gettito dell'imposta sui redditi (IRPEF) alle finalità individuate dal contribuente.

Le liberalità alle ONLUS
La nuova deducibilità dal reddito delle erogazioni liberali alle ONLUS
Per effetto del cosiddetto decreto sulla competitività, a partire dal 17 marzo 2005, data di entrata in vigore del decreto legge, le persone fisiche e gli enti soggetti all’IRES, in particolare società ed enti commerciali e non commerciali, possono dedurre dal reddito complessivo, in sede di dichiarazione dei redditi, le liberalità in denaro o in natura erogate a favore delle ONLUS, nel limite del 10% del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui (più specificatamente, l’erogazione liberale è deducibile fino al minore dei due limiti).
Più precisamente:
• ai fini della deducibilità dal reddito, le erogazioni liberali in denaro devono essere effettuate tramite banca, ufficio postale, carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari;
• le erogazioni liberali in natura devono essere considerate in base al loro valore normale (prezzo di mercato di beni della stessa specie o similari); il donatore, in aggiunta alla documentazione attestante il valore normale (listini, tariffari, perizie, eccetera), deve farsi rilasciare dal beneficiario una ricevuta con la descrizione analitica e dettagliata dei beni erogati e l’indicazione dei relativi valori.
Attenzione: nel limite del 10% del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui, vanno comprese anche eventuali erogazioni liberali alle associazioni di promozione sociale iscritte nell’apposito registro nazionale, alle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico, alle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica individuate con D.P.C.M.
Divieto di cumulo. Questa nuova deduzione non può cumularsi con altre agevolazioni fiscali previste da altre norme, indipendentemente dall’importo erogato. Ad esempio, se il contribuente effettua erogazioni liberali (anche a più beneficiari) per un valore superiore al limite massimo consentito di 70.000 euro, non potrà avvalersi, per la parte eccedente tale limite, del beneficio della deduzione o detrazione, neppure ai sensi di altre disposizioni di legge.
La scelta effettuata per un tipo di agevolazione si applica a tutto il periodo d’imposta.

Le persone fisiche che effettuano erogazioni liberali in denaro alle ONLUS possono fruire della detrazione dall’Irpef nella misura del 19% da calcolare su un importo massimo di 2.065,83 euro.
Va evidenziato che nello stesso limite previsto dalla suddetta agevolazione rientrano le erogazioni liberali in denaro a favore delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri nei paesi non appartenenti all’Ocse. Sono comprese anche le erogazioni liberali in denaro a favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari, anche se avvenute in altri Stati. In tal caso però devono essere effettuate esclusivamente tramite:
-ONLUS;
- organizzazioni non governative di cui l’Italia è membro;
- altre fondazioni, associazioni, comitati ed enti il cui atto costitutivo o statuto sia redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata, che prevedono tra le proprie finalità interventi umanitari in favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari;

- amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali, enti pubblici non economici;
- associazioni sindacali di categoria.
È necessario che le erogazioni siano effettuate tramite versamento postale o bancario, o con carte di credito, carte prepagate, assegni bancari o circolari.

Attenzione: chi effettua una liberalità in denaro ad una ONLUS, al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi 2006 doveva valutare se era più conveniente fruire della detrazione d’imposta del 19% oppure della deduzione introdotta dal decreto legge sulla competitività. Comunque per quanto riguarda le dichiarazioni dei redditi 2007 è necessario aspettare le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per sapere se è ancora possibile effettuare questa scelta.

La deduzione delle erogazioni delle imprese
In alternativa alla nuova deducibilità introdotta dal citato decreto sulla competitività, le imprese (imprenditori individuali, società di persone, società di capitali, enti commerciali, eccetera), a fronte di erogazioni liberali in denaro a favore delle organizzazioni suddette possono dedurre dal reddito di impresa un importo non superiore a 2.065,83 euro o al 2% del reddito di impresa dichiarato.
Quando si tratta di erogazioni liberali in favore delle popolazioni colpite da eventi di calamità pubblica e da altri eventi straordinari, anche se avvenuti in altri Stati, è prevista una duplice agevolazione a seconda che l’erogazione consista in una somma di denaro o in una cessione di beni.
Le erogazioni liberali in denaro effettuate per il tramite di fondazioni, associazioni, comitati e enti individuati con appositi provvedimenti, sono deducibili, quali componenti negative, dal reddito di impresa.
Le cessioni gratuite di beni non sono considerate destinate a finalità estranee all’esercizio dell’impresa. Pertanto, non concorrono a formare il reddito come ricavi o plusvalenze.

Cessioni gratuite di beni delle imprese
Al fine di incentivare le erogazioni in natura, è stata introdotta una particolare disciplina secondo la quale, ai fini delle imposte sui redditi, non si considerano destinate a finalità estranee all’esercizio dell’impresa, e quindi non concorrono a formare il reddito come ricavi o plusvalenze, le seguenti cessioni in favore delle ONLUS:
• cessione gratuita, e senza alcun limite, di derrate alimentari e prodotti farmaceutici alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa cedente. Si tratta di quei prodotti alimentari o farmaceutici che vengono generalmente esclusi dal commercio per difetti di confezionamento o altre cause che, comunque, non ne impediscono l’utilizzo (ad esempio prodotti prossimi alla scadenza);
• cessione gratuita anche di altri beni, diversi dai precedenti, a condizione che:
- si tratti di beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa;
- il costo specifico complessivo dei beni ceduti non sia superiore a 1.032,91 euro. Tale costo specifico, vale a dire il costo sostenuto dall’impresa per la realizzazione o l’acquisto dei beni, concorre, peraltro, con eventuali erogazioni liberali in denaro alla formazione del limite di deducibilità indicato nel paragrafo precedente (fino a 2.065,83 euro o al 2% del reddito d’impresa dichiarato).

Per fruire delle agevolazioni sopra indicate tanto l’impresa cedente quanto la ONLUS beneficiaria devono rispettare alcuni adempimenti (indicati in tabella).

IMPRESA CEDENTE ONLUS
ha l’obbligo di comunicare preventivamente al competente ufficio delle Entrate, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, le singole cessioni di beni (la comunicazione è esclusa nei casi di beni facilmente deperibili e di modico valore) dichiarazione da rilasciare all’impresa donante; in essa occorre attestare l’impegno ad utilizzare direttamente i beni ricevuti in conformità alle finalità istituzionali e a realizzare l’effettivo utilizzo diretto
deve annotare nei registri IVA, o in apposito prospetto, quantità e qualità dei beni ceduti gratuitamente in ciascun mese
deve conservare la dichiarazione rilasciata dalla ONLUS nei cui confronti ha effettuato la cessione
Si ricorda, infine, che le cessioni gratuite di beni a favore delle ONLUS, alla cui produzione e scambio è diretta l’attività dell’impresa, sono considerate operazioni esenti da IVA.

Costi del personale per prestazioni erogate in favore delle ONLUS
Sono deducibili dal reddito prodotto dalle imprese le spese relative all’impiego di lavoratori dipendenti, assunti con contratto a tempo indeterminato, le cui prestazioni sono rese a beneficio di una ONLUS, nel limite del cinque per mille del costo globale di lavoro dipendente indicato nella dichiarazione dei redditi.
In pratica, è consentito alle imprese “dare in prestito” i propri dipendenti ad una ONLUS senza, con questo, dover rinunciare alla deduzione delle relative spese.
























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CONDOMINIO ESATTORE AL 4%
Con la legge Finanziaria 2007 è stato introdotto l'obbligo a carico del condominio, di effettuare la ritenuta del 4% a titolo di acconto dell'imposta sul reddito dovuta dal percipente, con obbligo di rivalsa, sui corrispettivi dovuti per prestazioni relative a contratti di appalto di opere o servizi, anche se rese a terzi o nell'interesse di terzi, effettuate nell'esercizio di impresa. Inoltre tra la ritenuta operata anche se i corrispettivi sono qualificabili come redditi diversi.
L'obbligo scatta dal 1 gennaio 2007 anche se il condominio esegue dei pagamenti relativi a fatture emesse nel 2006 o in anni precedenti, per prestazioni relative a contratti di appalto di opere o servizi. Il condominio non deve invece effettuare nessuna ritenuta in caso di forniture di beni con posa in opera, in quanto queste operazioni, nelle quali la posa in opera assume una funzione accessoria rispetto alla cessione del bene, ai fini Iva costituiscono cessioni di beni e non prestazioni di servizi.
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